Giro dei 5 laghi Madonna di Campiglio
Perché questo trekking è come il miglior film Alien ( il finale ti lascia senza fiato!)
Se pensate che il giro dei 5 Laghi di Madonna di Campiglio siano una versione alpina delle Cinque Terre, con tranquille passeggiate tra un lago e l’altro, preparatevi a ricredervi alla grande. Questo itinerario è un mix perfetto di panorami da cartolina, dislivelli che vi faranno rivalutare ogni singolo gradino di casa vostra, e laghi così belli che la tentazione di tuffarsi sarà fortissima, Peccato che l’acqua sia gelida anche in pieno agosto.
Ma non lasciatevi spaventare: il Sentiero dei 5 Laghi è un’esperienza che merita ogni goccia di sudore. Si parte da Madonna di Campiglio e si attraversano i suggestivi Lago Ritorto, Lago Lambin, Lago Gelato, Lago Serodoli e Lago Nambino, ognuno con la sua personalità e la sua vista spettacolare sulle Dolomiti di Brenta. Il bello? Il paesaggio cambia continuamente, passando da dolci prati alpini a tratti rocciosi che sembrano usciti da un film fantasy.

In questo articolo vi racconterò tutto, ma proprio tutto su questa escursione:
- È davvero difficile? (Non è una passeggiata fino al bar per un caffè, ma con il giusto spirito si può fare!)
- Quanto dura? (Dipende se vi fermate ogni due minuti per una foto, cosa altamente probabile).
- Dove parcheggiare per partire nel modo più furbo? (Sì, perché nessuno vuole iniziare la giornata con un’ora extra di camminata solo per raggiungere l’inizio del sentiero).
- Ci sono rifugi dove ricaricare le energie? ( Sì, e quando ci arrivate vi sembrerà un’oasi nel deserto).
- L’altitudine si fa sentire? (Eccome! A oltre 2.000 metri, persino il vostro cellulare potrebbe decidere di prendersi una pausa… e forse anche voi).
Se amate i trekking con un mix di avventura, fatica e pura meraviglia, il Giro dei 5 Laghi è un must assoluto. Vi garantisco che alla fine, tra gambe stanche e memoria del telefono piena di foto, tornerete a casa con il cuore (e i polmoni) pieni di aria buona e ricordi indimenticabili. Pronti a partire?

Quanto è difficile il Sentiero dei 5 Laghi? (Se le vostre scarpe da trekking sono ancora nella scatola, ripensateci!)
Diciamolo subito: il Giro dei 5 Laghi non è una passeggiata sul lungomare con il gelato in mano. È come quel collega un po’ esigente che vi chiede impegno, vi fa sudare, ma alla fine vi ripaga con soddisfazioni immense (e panorami da urlo). Non siamo ai livelli di una scalata himalayana, ma nemmeno di una passeggiata domenicale al parco.
Difficoltà: classificato come medio-impegnativo, è perfetto per chi ha un minimo di allenamento nelle gambe e non si spaventa all’idea di 14-17 km di percorso (a seconda delle varianti che scegliete). Non servono capacità alpinistiche, ma fiato, resistenza e scarpe da trekking serie sì. Se pensate di affrontarlo con le sneakers da città, vi suggerisco di ripensarci… o di portare un massaggiatore personale per il giorno dopo.
Dislivello: il vero nemico delle gambe
- +526 m in salita (più che sufficienti per farvi rivalutare ogni decisione di vita mentre arrancate).
- -1.083 m in discesa, che potrebbero sembrare una passeggiata… ma fidatevi, le vostre ginocchia la penseranno diversamente il giorno dopo.
Terreno: varietà è la parola chiave
Dimenticate i sentieri perfetti da cartolina: qui troverete rocce, sterrati, radici e qualche tratto esposto. Niente corde fisse o attrezzature tecniche, ma serve un po’ di attenzione e, soprattutto, scarponi ben allacciati. Se l’ultima volta che avete visto un sentiero sterrato è stato su Google Maps, vi consiglio di iniziare con qualcosa di più soft prima di lanciarvi qui.
Durata: dipende da voi
- 5-6 ore per gli sportivi, quelli che camminano decisi e si fermano solo per due sorsi d’acqua.
- 7+ ore per gli amanti della fotografia, quelli che devono immortalare ogni riflesso nei laghi, ogni marmotta avvistata e ogni cambio di luce sulle Dolomiti. Se vi riconoscete in questa categoria, caricate bene la batteria del cellulare!
Un consiglio amichevole (e un po’ ironico)
Se la vostra ultima “escursione” è stata una corsa per non perdere l’autobus, forse è il caso di allenarsi un minimo prima di partire. Come? Iniziate con una camminata al supermercato, ma evitate il reparto dolci… perché vi servirà un po’ di resistenza in più per affrontare il giro dei 5 Laghi!
Vale la fatica?
Assolutamente sì! Il Sentiero dei 5 Laghi mette alla prova, ma regala panorami spettacolari e la soddisfazione di aver concluso un percorso degno di essere raccontato. Certo, le gambe vi ringrazieranno… il giorno dopo, quando sentirete ogni singolo metro di dislivello. Ma sapete cosa? Ne varrà ogni passo
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Come raggiungere il Sentiero dei 5 Laghi da Madonna di Campiglio?
(Opzioni: telecabina o gambe… fate la scelta giusta!)
Partiamo da un concetto base: Madonna di Campiglio non è Milano o Roma. Qui non troverete tram, bus o metro, ma solo funivie e le vostre gambe. Quindi, se state pianificando di raggiungere l’inizio del Sentiero dei 5 Laghi, avete due opzioni ben precise. E fidatevi, la scelta influenza molto l’energia che vi resterà per il trekking vero e proprio.
Opzione 1: la telecabina (scelta furba, la mia scelta)
Se volete risparmiare fiato e muscoli per i veri dislivelli lungo il sentiero, la cabinovia 5 Laghi è la soluzione perfetta.
- Partenza: dal centro di Madonna di Campiglio (quota 1.520 m).
- Arrivo: Rifugio 5 Laghi (quota 2.065 m).
- Durata: appena 10 minuti (contro un’ora buona a piedi).
- Costo: 10€ solo andata, 14€ andata e ritorno.
🟢 Perché sceglierla?
- Vi evita 1400 metri di dislivello cumulato tra salita e discesa.
- Arrivate in quota freschi e motivati, invece che già sudati e pentiti di essere partiti.
- Panorama spettacolare mentre salite (e un selfie in cabinovia ci sta sempre!).
🔴 Perché evitarla?
- Se siete fan dell’“ogni passo conta” e volete fare tutto da zero.
- Se vi piace l’idea di un riscaldamento extra prima del trekking (spoiler: servirà comunque energia per il giro dei laghi!).

Opzione 2: a piedi da Patascoss (per veri pemprati o amanti dello Strudel)
Se l’idea di prendere la telecabina vi sembra troppo comoda, potete sempre optare per la salita a piedi. Partendo da Patascoss, si segue un sentiero ripido di circa 2 km con un dislivello di +140 m.
🟢 Perché sceglierla?
- Vi piace la sfida, e preferite sentire i muscoli lavorare fin da subito.
- Siete di quelli che “senza fatica non c’è soddisfazione” (o semplicemente avete mangiato troppo strudel a colazione e volete smaltirlo subito).
- Vi piace camminare lontano dalla folla della telecabina.
🔴 Perché evitarla?
- Perché il trekking inizia dopo, e questa salita vi potrebbe già stancare prima del vero itinerario.
- Se non avete voglia di arrivare al primo lago già col fiato corto.
Dove parcheggiare`?
Sia che scegliate la telecabina, sia che vogliate partire a piedi, vi servirà un parcheggio comodo. Ecco le opzioni:
📍 Parcheggio di Patascoss (vicino all’inizio del sentiero a piedi)
- A pagamento (ma strategico se scegliete la salita con le gambe).
📍 Parcheggio Cabinovia 5 Laghi (in centro a Madonna di Campiglio, la mia scelta)
- Perfetto se optate per la telecabina.
Qual è la scelta migliore?
Dipende tutto dal vostro livello di allenamento e dalla voglia di soffrire. Se volete godervi il trekking senza già partire stanchi, la telecabina è un’ottima scelta. Se invece siete tra quelli che vogliono fare ogni metro con le proprie gambe, allora salire da Patascoss vi regalerà una mini-sfida extra. In ogni caso, l’importante è partire carichi… perché il Giro dei 5 Laghi vi metterà alla prova!
Altitudine dei laghi: quando l’acqua è così fredda che gela anche le emozioni
Se pensate che l’acqua di montagna sia solo un po’ fresca, preparatevi a cambiare idea. Qui non si tratta solo di acqua fredda, ma di temperature che potrebbero fermare la circolazione sanguigna in tre secondi netti. Per darvi un’idea, ecco l’altitudine dei 5 (anzi, 6!) laghi che incontrerete lungo il sentiero. E sì, ho detto sei, perché in montagna la matematica è un concetto vago.
L’Altitudine dei laghi (ovvero: perché l’acqua è ghiacciata?)
Il più iconico e fotogenico del gruppo il Lago Ritorto. Con il suo colore blu intenso, sembra quasi rubato alle Maldive… se non fosse che qui non ci sono spiagge, ombrelloni e soprattutto acqua calda. Si trova a un’altitudine di circa 2.050 metri sul livello del mare.

📍 Lago Lambin – 2.329 m
Piccolo, grazioso, quasi timido. È un po’ come quel cugino simpatico che tutti adorano ma di cui nessuno si ricorda mai il nome.

📍 Lago Serodoli – 2.370 m
Il più alto e maestoso del gruppo. Da qui, la vista sulle Dolomiti di Brenta è semplicemente spettacolare. Così bella che, per qualche secondo, riuscirete perfino a dimenticare che le vostre gambe stanno urlando pietà.

📍 Lago Gelato – 2.393 m
Il nome è già un avvertimento: non aspettatevi temperature tropicali. D’inverno fa onore al suo nome restando completamente ghiacciato, ma d’estate diventa un meraviglioso specchio d’acqua cristallina. Bello da vedere? Sì. Da toccare? Solo se volete perdere la sensibilità alle mani per qualche ora.
📍 Lago Nambino – 1.770 m
L’ultimo (o il primo, a seconda del giro che fate). È il più basso, ma anche il più accogliente, grazie al Rifugio Nambino, dove finalmente potrete concedervi un pasto caldo e una pausa meritata. E fidatevi, dopo tutto quel camminare, vi sembrerà il miglior pranzo della vostra vita.
Curiosità: il sesto lago nascosto! (Lago Nero)
Sorpresa! C’è un sesto lago non ufficiale: il Lago Nero (2.246 m).
È così piccolo che rischiate di scambiarlo per una pozzanghera, ma tecnicamente è un lago e merita rispetto. Anzi, un piccolo consiglio: cercatelo, perché è un angolino di pace poco frequentato e perfetto per una pausa panoramica.
Vale la pena un tuffo?
Solo se non vi dispiace un’esperienza simile a un bagno nel ghiaccio artico. Scherzi a parte, l’acqua dei laghi alpini è uno spettacolo per gli occhi, ma non per il corpo. Quindi meglio goderseli dalla riva, magari con i piedi a mollo per dieci secondi prima di urlare e tirarsi indietro.
Meglio fare il sentiero 5 laghi in estate o autunno?
(Se c’è neve, forse È meglio un vin brulé al rifugio!)
Se state pianificando il vostro trekking sul Sentiero dei 5 Laghi, la scelta della stagione fa tutta la differenza del mondo. Ogni periodo ha i suoi pro e contro, ma fidatevi: ci sono momenti in cui questo percorso vi farà sentire protagonisti di un documentario sulla natura selvaggia… e altri in cui vi chiederete cosa diavolo ci fate lì con le mani congelate.
Estate (Luglio – Settembre): il periodo perfetto
L’estate è sicuramente il periodo migliore per affrontare il Sentiero dei 5 Laghi. Le temperature oscillano tra i 10 e i 20°C, quindi niente caldo soffocante, ma nemmeno il rischio di trasformarsi in un ghiacciolo ambulante.
🔹 Perché sceglierla?
- Sentieri liberi dalla neve, quindi meno rischio di scivolare rovinosamente davanti a escursionisti esperti.
- Prati in fiore e laghi scintillanti, roba da far invidia a qualsiasi cartone Disney (vi mancheranno solo gli uccellini che vi accompagnano cantando).
- Giornate lunghe, quindi potete prendervela con calma, fermarvi per un picnic e fare 150 foto senza preoccuparvi che il sole tramonti alle 16:30.
🔸 Perché evitarla?
- Se amate la solitudine, preparatevi: non sarete da soli, perché questa è alta stagione per i trekking.
- La cabinovia sarà piena, quindi se volete salire senza fare fila, puntate alla mattina presto.
- Possibili temporali pomeridiani (la montagna è bella, ma il meteo cambia umore più velocemente di un influencer su Instagram).
Autunno (Settembre – Ottobre): per amanti del foliage e dell’avventura
L’autunno è la stagione romantica, quella in cui il Sentiero dei 5 Laghi si tinge di rosso, giallo e arancione, e ogni passo sembra uscito da una cartolina. Ma è anche il periodo in cui la montagna inizia a diventare più imprevedibile.
🔹 Perché sceglierla?
- Meno affollato, quindi più pace e tranquillità per godersi il paesaggio.
- Colori incredibili, perfetti per chi ama la fotografia (o per chi vuole un post su Instagram senza troppa gente sullo sfondo).
- Temperature ancora accettabili, anche se la mattina e la sera potreste iniziare a sentire il freddo pungente.
🔸 Perché evitarla?
- Le giornate sono più corte, quindi se siete di quelli che si perdono anche con il GPS, evitate di partire nel pomeriggio.
- Le prime nevicate possono sorprendere, trasformando il sentiero da “trekking panoramico” a “scivolata in slow motion sulla neve”.
- Alcuni rifugi potrebbero già essere chiusi, quindi organizzatevi con cibo e acqua.
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E la neve? (Meglio una cioccolata calda al rifugio!)
Se state pensando: “Beh, magari potrei farlo in inverno…”, la risposta è: solo se amate il brivido (letteralmente) e siete pronti a camminare con più strati addosso di un palombaro.
Nei mesi freddi, il Sentiero dei 5 Laghi può trasformarsi in un percorso da escursionisti esperti, con tratti ghiacciati e neve alta.
Consiglio spassionato:
Se arrivate a Madonna di Campiglio e vedete un cartello con scritto “sentiero chiuso per neve”, resistete alla tentazione di improvvisarvi Indiana Jones. Invece di rischiare di trovarvi bloccati su un pendio ghiacciato, fate la scelta intelligente: tornate in paese, sedetevi in un rifugio, ordinate un bel vin brulé o una cioccolata calda e godetevi comunque la montagna… ma con i piedi all’asciutto!
Conclusione: quando andare?
Se volete godervi i laghi nella loro forma migliore, estate è la scelta giusta. Se preferite meno folla e colori spettacolari, l’autunno è perfetto… a patto di essere pronti al freddo.
Ma se vedete neve sul sentiero, beh… è il momento di cambiare programma e trasformare il vostro trekking in una giornata di relax in rifugio!
Cosa vedere lungo il percorso: dai laghi ai sassi che hanno più storia di voi
Sì, il Sentiero dei 5 Laghi è famoso per i suoi spettacolari specchi d’acqua alpini, ma non fermatevi lì! Questo trekking è un viaggio tra paesaggi incredibili, tracce di storia e rocce che sembrano uscite da un set di fantascienza. Insomma, c’è molto di più da vedere rispetto ai soliti selfie con sfondo montano.
1. Panorami sulle Dolomiti di Brenta: quando anche la vostra fotocamera si emoziona
Camminare lungo questo sentiero significa avere costantemente davanti agli occhi le Dolomiti di Brenta, uno spettacolo da Patrimonio UNESCO.
E sapete qual è la cosa migliore? Non c’è bisogno di filtri Instagram! Il contrasto tra le vette imponenti, il cielo blu e il verde dei prati fa sì che ogni scatto sembri già perfetto.
Perché è imperdibile?
- Farete foto che faranno invidia a vostro cugino in vacanza alle Bahamas, perché sì, le Dolomiti battono pure il mare.
- Alba e tramonto sono pura magia, con colori che vanno dall’oro al rosa. Se riuscite ad arrivare in cima in tempo per questi momenti, vi sentirete come dentro un quadro impressionista.
2. Tracce della Grande Guerra: quando la montagna racconta il passato
Se pensavate che questo fosse solo un trekking panoramico, sorpresa! Qui si è combattuta la “Guerra Bianca”, uno dei capitoli più incredibili della Prima Guerra Mondiale.
Le trincee, i resti di fortificazioni e i reperti bellici ancora visibili sono testimonianze reali di una guerra che si svolse tra neve e ghiaccio, a quote che oggi facciamo fatica a raggiungere anche solo per divertirci.
Perché fermarsi ad osservare?
- Camminare qui vi farà riflettere su quanto fossero duri e resistenti i soldati dell’epoca, che vivevano in condizioni estreme.
- Ogni tanto potreste imbattervi in vecchi resti di postazioni militari, un tuffo nella storia che dà ancora più valore a questo percorso.
3. Geologia da urlo: rocce che sembrano uscite da Star Wars
Non serve essere geologi per rimanere a bocca aperta davanti alle rocce tonalitiche del Gruppo Adamello-Presanella. Per chi non sa di cosa sto parlando: immaginate enormi blocchi di granito dalle forme incredibili, modellati dal tempo e dagli agenti atmosferici.
Cosa le rende speciali?
- Sembrano scenografie di un film di fantascienza, quindi se siete fan di Star Wars, qui vi sentirete come su un pianeta alieno.
- Ogni roccia ha una storia: milioni di anni di evoluzione geologica hanno creato paesaggi unici.
Consiglio: Fermatevi qualche minuto ad osservare le diverse forme delle rocce… con un po’ di fantasia potreste perfino vedere facce, animali o strane creature scolpite nella pietra!
Curiosità: Il Lago Gelato (E no, non è al gusto stracciatella!)
Il nome Lago Gelato non è stato scelto a caso: fino a giugno è ricoperto dal ghiaccio.
Quindi no, non è un gelato artigianale gigante, ma se ci mettete un cono accanto, potrebbe trarre in inganno!
🔹 Perché è così unico?
- D’estate diventa un gioiello turchese, mentre in primavera è ancora coperto da strati di ghiaccio.
- È uno dei laghi più alti del percorso, quindi l’acqua è sempre fresca… anzi, congelata!
Conclusione: questo trekking è una lezione di vita (e di geografia, storia e geologia)
Il Sentiero dei 5 Laghi non è solo un percorso per amanti della natura, ma anche un viaggio attraverso paesaggi mozzafiato, tracce del passato e formazioni rocciose incredibili.
Quindi, la prossima volta che vi fermate per riprendere fiato, guardatevi intorno: ogni metro di questo sentiero ha una storia da raccontare… e voi sarete lì per ascoltarla!
Rifugi lungo il sentiero: dove mangiare (o piangere per la fame)
Se c’è una cosa che ho imparato nei trekking, è che più cammino, più divento ossessionato dal cibo. E se siete come me, dopo qualche ora sul Sentiero dei 5 Laghi, vi ritroverete a fantasticare su piatti fumanti di polenta, speck e formaggi fusi, mentre la dura realtà vi ricorderà che siete in mezzo alle montagne… e che no, i laghi non offrono servizio ristorante.
Ma non disperate! Anche se i rifugi lungo il percorso sono pochi, sono posizionati in modo strategico per salvare escursionisti affamati (o almeno dar loro un po’ di speranza).
Rifugio 5 Laghi (2.065 m) – Il Pit Stop della speranza
Situato proprio all’arrivo della cabinovia, il Rifugio 5 Laghi è il primo e ultimo punto sicuro prima di addentrarsi nel trekking.
🔹 Perché fermarsi?
- Caffè obbligatorio prima di iniziare, perché affrontare il percorso senza caffeina è un atto di pura follia.
- Colazione tattica: se vi siete svegliati tardi e siete partiti senza mangiare, qui potete recuperare con un panino o una fetta di strudel (che poi vi farà venire voglia di una pennichella, ma questo è un altro discorso).
- Ultima occasione per ripensarci: se mentre sorseggiate il vostro caffè iniziate a guardare il sentiero con terrore, siete ancora in tempo per fare retromarcia e trascorrere la giornata in modalità relax.
🔸 Perché NON fermarsi troppo a lungo?
- Perché se vi sedete troppo comodi, la voglia di camminare svanisce e finirete per trasformare il trekking in una “gita al rifugio con vista”.
📍 Rifugio Lago Nambino (1.770 m) – Il paradiso dei trekker affamati
Ecco l’unico rifugio lungo il percorso dove potete finalmente rifocillarvi con cibo vero e non solo con gli avanzi schiacciati nello zaino.
🔹 Cosa aspettarsi?
- Canederli, speck e birra, perché dopo tanti chilometri il corpo merita un premio.
- Una terrazza da sogno affacciata sul Lago Nambino, che rende tutto più epico (soprattutto se siete talmente stanchi da sentire la musica in sottofondo, anche se non c’è).
- Un motivo per continuare a camminare: sapere che alla fine del sentiero vi aspetta un piatto caldo può dare più motivazione di qualsiasi panorama mozzafiato.
🔸 Avvertenza per i più affamati:
Se state già pensando di partire con lo stomaco vuoto, frenate l’entusiasmo: il rifugio Nambino è vicino alla fine del percorso, quindi dovrete guadagnarvelo con qualche ora di cammino.
Avviso agli affamati: portatevi il pranzo al sacco!
Se pensate di affrontare l’intero Sentiero dei 5 Laghi senza portarvi niente da mangiare, auguri! Ricordate che:
- I laghi non sono ristoranti stellati. Nessuno vi servirà un piatto gourmet con vista.
- Gli scoiattoli non condividono il loro cibo. Guarderanno i vostri snack con aria di superiorità, ma non vi offriranno nulla.
- La fame in montagna arriva all’improvviso. Un minuto siete felici e spensierati, il minuto dopo state fissando con desiderio il panino del vostro compagno di trekking.
Conclusione: organizzatevi bene o rischiate di sognare il cibo
Se volete vivere l’esperienza senza pensieri, il consiglio è semplice: partite con un paio di snack nello zaino, fermatevi al Rifugio 5 Laghi per il caffè e godetevi il traguardo con un super pranzo al Rifugio Nambino.
E se proprio vi scordate di portare qualcosa? Beh, considerate l’ipotesi di barattare un biscotto con un escursionista più previdente di voi… oppure preparatevi a tornare giù con la sola forza della disperazione!
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FAQ: tutte le domande che non avete osato fare (ma io sì)
(Perché chiedere è lecito, ma ridere è meglio!
Dopo aver affrontato il Sentiero dei 5 Laghi, posso dire con certezza che ci sono alcune domande fondamentali che tutti dovrebbero porsi prima di partire.
E visto che magari vi vergognate a chiederle, lo faccio io per voi. Con risposte sincere, testate sul campo, e con un pizzico di verità brutale.
“Ci sono servizi igienici lungo il percorso?”
Ah, la grande domanda esistenziale di ogni escursionista. Risposta breve? No.
Risposta lunga? Solo al Rifugio Nambino… che, vi ricordo, si trova quasi alla fine del percorso. Quindi fate i vostri calcoli.
💡 Soluzione alternativa?
- Sviluppate un rapporto profondo con la natura e trovate il vostro albero del cuore.
- Ricordate che la montagna è silenziosa, ma gli altri escursionisti no: scegliete con cura il vostro angolino segreto.
- Portatevi fazzoletti e una bustina per i rifiuti, perché lasciare tracce non è mai una buona idea!
“Posso portare il cane?”
Sì, assolutamente! Ma attenzione: non è una passeggiata nel parco cittadino.
📌 Cose da sapere prima di portare Fido:
- Se il vostro cane ama scalare, perfetto! Altrimenti potrebbe guardarvi con l’espressione di chi sta rivalutando il suo padrone.
- Alcuni tratti sono rocciosi e ripidi, quindi pensate bene se il vostro amico a quattro zampe è pronto per questa avventura di trekking.
- Acqua! Non ci sono fontane lungo il sentiero, quindi portate una ciotola e abbastanza acqua per entrambi.
Suggerimento:
Se il vostro cane è di quelli che si buttano in ogni pozza d’acqua… beh, aspettatevi un tuffo nei laghi glaciali e poi uno sguardo disperato tipo: “Umano, perché è così freddo?!”
Meglio usare i bastoncini da trekking?
Risposta breve: Sì, senza dubbio.
Risposta lunga: Se non li usate, preparate una lettera di scuse alle vostre ginocchia.
Perché servono?
- In salita aiutano a distribuire lo sforzo, così non vi sentirete dei gamberetti senza muscoli dopo mezz’ora.
- In discesa sono una salvezza per le ginocchia, perché evitano che il peso cada tutto su di loro.
- Sono perfetti per spaventare eventuali marmotte che si avvicinano troppo al vostro panino.
Pro tip:
Se pensate “Ma dai, posso farne a meno”, vi garantisco che al primo tratto ripido vi trasformerete in un pinguino scivoloso e rimpiangerete di non averli portati.
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Ma è davvero così faticoso?
Diciamo che se il vostro concetto di escursione è una passeggiata sul lungomare, qui cambierete idea velocemente.
📌 Cose da considerare:
- Se avete un minimo di allenamento, è impegnativo ma fattibile.
- Se l’ultima volta che avete camminato per più di 30 minuti è stato per fare shopping, forse è il caso di allenarsi un po’ prima.
- Se siete in forma ma non abituati alla montagna, ricordatevi che l’altitudine si sente, quindi meglio andare con calma e godersi il paesaggio.
Momenti critici garantiti:
- Passo Ritorto: Vi farà domandare “Ma perché ho scelto di farlo?”
- La discesa infinita da Lago Nero: Qui inizierete a rivalutare ogni scelta di vita.
Ma alla fine?
La fatica passa, il panorama resta. E il senso di soddisfazione sarà immenso.
Cosa devo assolutamente portare?
Ah, la lista della sopravvivenza! Perché dimenticare le cose giuste potrebbe trasformare il trekking in una versione low budget di Bear Grylls.
✅ Cose essenziali:
- Acqua! Non ci sono fonti, quindi portatene abbastanza.
- Snack & pranzo al sacco. Vi sembrerà di non avere fame, ma a metà percorso il vostro stomaco vi farà cambiare idea.
- Crema solare & occhiali da sole. Perché il sole in montagna è traditore.
- Una giacca leggera. Il tempo cambia velocemente e il vento in quota può essere gelido.
- Bastoncini da trekking. Vedi sopra, vi salveranno la vita (o almeno le ginocchia).
- Macchina fotografica o telefono carico. Perché qui le foto non sono opzionali.
- Zaino da escursionimo
Cose extra (ma utili!):
- Un piccolo asciugamano. Se vi volete sedere su una roccia senza congelarvi il didietro.
- Cerotti per vesciche. Fidatevi, meglio averli e non usarli che il contrario. Leggi qui come prevenire.
- Un cambio di calze. Perché i piedi felici fanno un escursionista felice.
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Conclusione: qualche ultimo consiglio spassionato
Il Sentiero dei 5 Laghi è un’esperienza incredibile, ma solo se vi preparate bene.
Se siete pronti ad affrontare salite, panorami epici e discese devastanti, allora ne vale ogni singolo passo.
Se invece vi aspettavate una passeggiata rilassante con caffè panoramico ogni mezz’ora… beh, ripensateci!
Quindi, pronti a partire? E ricordate: se vedete qualcuno arrancare sulla salita e lanciare sguardi disperati, probabilmente sarà la versione futura di voi stessi.
Perché questo è il miglior trekking dei 5 Laghi di Madonna di Campiglio (secondo me… e le mie ginocchia!)
Dopo aver percorso il Sentiero dei 5 Laghi, aver maledetto le salite, amato i panorami e sofferto ogni singolo metro della discesa infinita, posso dire con certezza una cosa: questo trekking non è una semplice escursione. È un viaggio epico.
📌 Perché vale la pena farlo?
- Perché i panorami sembrano dipinti da un artista troppo talentuoso per essere reale.
- Perché camminare tra laghi glaciali e rocce antiche ti fa sentire un esploratore, anche se il tuo GPS fa più lavoro di te.
- Perché la soddisfazione di arrivare alla fine e dire “Ce l’ho fatta!” è impagabile.
Ma, attenzione! Questo trekking non è per deboli di cuore (o di gambe).
Ci saranno momenti in cui vi chiederete “Perché ho scelto di farlo?”, ma fidatevi, ogni passo vale la fatica.
Le fasi mentali di questo trekking (riconoscibili in ogni escursionista)
1️⃣ Partenza:
“Che giornata fantastica! Sarà una passeggiata piacevole e rilassante.” (Illusione totale.)
2️⃣ Salita verso Passo Ritorto:
“Ok, sta diventando un po’ più impegnativo. Ma dai, ce la faccio.” (Prime gocce di sudore.)
3️⃣ Verso Lago Serodoli:
“…Quindi questa escursione non finisce mai?” (I primi dubbi esistenziali emergono.)
4️⃣ Deviazione per Lago Nero:
“L’idea sembrava ottima. Ora invece sembra la decisione più stupida della mia vita.” (Ginocchia che iniziano a scioperare.)
5️⃣ La discesa infinita verso Madonna di Campiglio:
“Chi ha progettato questo sentiero? Satana? Perché non finisce MAI?” (Lotta interiore tra disperazione e orgoglio.)
6️⃣ Arrivo al parcheggio:
“Non sento più le gambe, ma guarda che vista incredibile! Lo rifarei? …Dopo una settimana di riposo, forse sì.”
Alcuni consigli da uno che lo ha fatto (e sopravvissuto)
✔ Non sottovalutatelo. È un percorso bellissimo, ma la fatica è reale.
✔ Portate acqua e snack. Senza di loro, il sentiero si trasforma in una marcia della disperazione.
✔ Bastoncini da trekking. Sì, ancora loro. Fidatevi, in discesa vi salveranno dalla rovina.
✔ Fate tante foto, ma non dimenticate di godervi il momento. Perché nessuna fotocamera cattura la vera emozione di essere lassù.
✔ Siate pronti al meteo ballerino. In montagna il sole può sparire più in fretta della vostra motivazione dopo un’ora di salita.
E ora, la domanda finale: lo rifarei il giro dei 5 Laghi?
Col senno di poi? ASSOLUTAMENTE SÌ.
Perché questo non è solo un trekking.
È un’avventura, una sfida, una di quelle esperienze che restano impresse nella mente e nelle gambe per giorni.
E ricordate:
“Non esiste maltempo, solo equipaggiamento sbagliato”… e un’ottima scorta di cioccolata!
Scopri l’escursione al Lago di Braies: un itinerario ad anello perfetto per famiglie, fotografi e amanti delle Dolomiti.












